Tremila anni di sapori
senza tempo.

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Da sempre unico.

Compreso nell’abbraccio tra mare e terra, costa rocciosa e paesaggi rigogliosi, il Cilento deve il suo nome all’antica locuzione latina “Cis Alentum”, “al di qua dell’Alento”, dal nome del fiume che nell’antichità ne segnava il confine.

Oggi il Cilento è una terra unica al mondo che ha saputo conservare inalterata la propria indole, restando luogo di sapori e tradizioni contadine che si perdono nella notte dei tempi, in larga parte importate dai coloni Greci che approdarono lungo la costa del Cilento quasi 3000 anni fa.

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RICONOSCIUTO,
TUTELATO, PREZIOSO.

Dal 1997 il Cilento è stato inserito dall’UNESCO nella rete delle 621 riserve della biosfera su tutto il Pianeta. Speciali aree protette nate per tutelare le biodiversità e proteggere lo sviluppo compatibile con la natura e la cultura.

Ma l’immenso Patrimonio del Cilento, riconosciuto e tutelato in tutto il mondo, continua con i siti archeologici di Paestum, Velia e il Vallo di Diano, inseriti nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità e con il Parco Nazionale del Cilento vallo di Diano ed Alburni, inserito dal 2010 nella rete europea dei Geoparchi. Nello stesso anno il Cilento è il territorio italiano eletto a rappresentare la Dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’umanità.

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UNA TERRA SCELTA ANCHE DAGLI IMPERATORI.
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Culla di sapori, terra e miti.

Da millenni il Cilento ispira poeti e cantori al punto che molti dei miti greci e romani sono ambientati lungo le sue coste. Come il luogo descritto da Omero nell’Odissea, probabilmente Punta Licosa, da cui le sirene ammaliavano i marinai di passaggio.
Oppure il mito di Palinuro, il nocchiero di Enea, e quello di Giasone e gli Argonauti che per ingraziarsi la dea Era si fermarono presso il suo tempio alla foce del fiume Sele, nei pressi di Paestum.
Una storia antichissima che è continuata con gli antichi romani, già consapevoli dei sapori di una terra con caratteristiche organolettiche uniche. Lo dimostra anche la scelta dell’imperatore Cesare Ottaviano Augusto, che ne fece una provincia in cui allevare gli animali e coltivare gli alimenti destinati alle mense romane.