02 Gen 2020

Nuovo articolo del Blog: la storia del pomodoro

Nuovo articolo del Blog: la storia del pomodoro
Buon giorno a tutti, continuiamo la nostra presenza sul Blog con un argomento che ci piace davvero trattare: la storia del pomodoro.
 Il re degli ortaggi in Italia: ma quali sono le sue origini? La storia del pomodoro nasconde un inizio poco fortunato, prima di diventare quello che oggi è uno dei prodotti più apprezzati sulle tavole italiane nonché l’ortaggio più coltivato negli orti e sui balconi d’Italia. E’ uno dei prodotti importati dalle Americhe, il pomodoro (Solanum lycopersicum) .
Va detto che non era il Pomodoro come noi lo conosciamo oggi: i frutti delle prime piante arrivate in Europa, coltivate per lo più in Francia in un clima freddo, rimanevano piccoli e giallognoli, spesso contorti, non particolarmente accattivanti; fu il cambio di zona di coltivazione a renderlo rosso, e poi la selezione genetica operata manualmente dai botanici a creare la miriade di varietà (solo quelle italiane ammontano a 320) oggi reperibili.
Vogliamo ricordarvi che il pomodoro è originario del Messico e del Perù ed era apprezzatissimo in patria – dove gli Inca e gli Aztechi lo chiamavano xitomatl (da cui l’inglese tomato), cioè “pianta con frutto globoso, polpa succosa e numerosi semi” e lo consumavano ogni giorno, anche sotto forma di salsa. Il pomodoro giunse in Europa nel 1540 quando il conquistador Hernán Cortés, di ritorno in patria, ne portò alcuni esemplari.
I pomodori vennero subito guardati con grande sospetto, esattamente come i cugini erba morella (Solanum nigrum) o belladonna (Atropa belladonna), la cui velenosità era già stata saggiata… Se ne innamorò invece il Re Sole, che a Versailles amava stupire gli amici mostrando quella pianta strana con i fiorellini gialli e le palline giallo-aranciate.
I frutti ispirarono il nome “pomo d’oro”, attribuito dal padre della botanica italiana, Pietro Andrea Mattioli (1501-1577) che introdusse la denominazione mala aurea, in seguito tradotto letteralmente “pomo d’oro”.
Alla bacca vennero attribuite proprietà afrodisiache, che ne suggerirono l’impiego in pozioni e filtri magici preparati dagli alchimisti del ’500 e ’600, tanto che nelle diverse lingue europee si ritrovano le espressioni: love apple, Liebesapfel, pomme d’amour (o pomme d’or), e in Sicilia pumu d’amuri. Il nome botanico Lycopersicon, “frutto del lupo”, invece testimonia la diffidenza.
Al prossimo articolo!!