San Silvestro si avvicina
MACO buon anno

San Silvestro si avvicina

La notte di San Silvestro è da sempre una delle più celebrate, con feste, cene, balli e concerti, che si susseguono in tutto il mondo per salutare l’arrivo del nuovo anno.

I primi a entrare nel nuovo anno saranno gli abitanti dell’isola polinesiana di Tonga, seguiti da chi si trova nello Stato di Samoa e Kiribati. Nuova Zelanda, Australia e Giappone sono sempre le prime grandi nazioni a celebrare l’anno nuovo, mentre gli ultimi a festeggiare saranno gli abitanti dell’Arcipelago delle altre isole Samoa, quelle Americane.

Ma perché proprio San Silvestro?

Silvestro fu papa al tempo dell’imperatore romano Costantino che, dopo lunghe persecuzioni, riconobbe ai cristiani la libertà di culto.
Il santo ebbe, però, un ruolo importante nella revisione del calendario e dei giorni della settimana, dedicati fino a quel momento alle divinità pagane.

Questo Papa morì il 31 dicembre 335, che però all’epoca non era ancora riconosciuto come l’ultimo giorno dell’anno.
Fino al 1.700 infatti, ogni regione celebrava il Capodanno in una data diversa: a Venezia il primo marzo; in Toscana il 25 marzo; al Sud e nelle isole il primo settembre.
Venne deciso poi di farlo coincidere con la data della circoncisione di Gesù: dal momento che gli ebrei venivano sottoposti al rito otto giorni dopo la nascita, venne designato il primo gennaio.

Le tradizioni

Sono molte le tradizioni legate a questa data, come, per esempio, quella di mangiare cotechino e lenticchie.

Un’altra usanza vuole che la sera di Capodanno si indossi un abito, un accessorio o dell’intimo di colore rosso, come ulteriore porta fortuna, l’indumento dovrebbe essere un regalo (e non un acquisto) ed essere poi gettato via il giorno seguente.
Esistono diverse versioni sull’origine di questa usanza.

Secondo alcuni, l’origine risale ancora una volta ai romani che nell’antichità festeggiavano il nuovo anno indossando un drappo color porpora.
Esiste una versione, invece, che arriva direttamente dalla Cina: in oriente il rosso è il colore associato alla buona sorte, utilizzato spesso nei matrimoni perché in grado di scacciare lo spirito maligno «Niàn».

Non possono mancare fuochi d’artificio e botti per il Capodanno, che prevede festeggiamenti quasi sempre legati a fuoco, luce e rumore.
In diverse culture, infatti, il frastuono serve a scacciare gli spiriti maligni e a mettere in fuga i demoni.
I falò e le lampade accese hanno, sin dall’antichità, la funzione di illuminare l’arrivo dell’anno nuovo. I fuochi d’artificio permettono di fondere i due aspetti e di propiziarsi l’inizio di un anno fortunato.

In Spagna poi, allo scoccare della mezzanotte, si devono mangiare dodici acini d’uva: se si riesce a mangiarne uno per ogni rintocco, la fortuna è assicurata per tutti i dodici mesi dell’anno.

In Brasile il colore del Capodanno non è il rosso, ma il bianco: secondo le tradizioni indigene, permette di ottenere la pace e la purificazione spirituale.
Gli abitanti delle città costiere, al rintocco della mezzanotte, corrono verso il mare: è usanza saltare sette onde ed esprimere per ciascuna un desiderio.

In Danimarca vige un’altra insolita tradizione: per tutto l’anno si tengono da parte le stoviglie sbeccate o rotte e la notte di San Silvestro si lanciano piatti e bicchieri contro le porte delle abitazioni di parenti e amici.
Più cocci si trovano davanti all’uscio di casa la mattina seguente, maggiore è il numero delle persone amiche.

In Giappone invece si celebra questa ricorrenza in modo più spirituale: la cerimonia dell’hatsumode consiste nel visitare un tempio e assistere alla cerimonia dei 108 rintocchi. Secondo la tradizione buddista, ascoltando i suoni della campana, l’anima viene purificata dai peccati che la affliggono.

Qualunque modo si scelga per festeggiare: buon anno!

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