Piatti poveri ma buoni
PIATTI POVERI, MA BUONI

Piatti poveri ma buoni

Il cibo povero ma buono è una realtà stellata! Un buon numero delle ricette tipiche e famose della cucina Italiana che oggi vengono realizzate in ristoranti esclusivi, in realtà sono nate in periodi di ristrettezze economiche dove, con pochi ingredienti disponibili o avanzi e tanta fantasia, chi era addetto alla cucina, cercava di saziare i commensali.

L’utilizzo di pane raffermo, di prodotti stagionali dell’orto e del territorio, venivano dosati ed assemblati tra di loro con virtuosismi gastronomici.

Partendo dal più semplice pane “bruscato”, antenato delle svariate bruschette attuali, ma che all’epoca vedeva l’utilizzo di pagnotte rafferme ripassate nei forni a legna o anche nel camino e condito con semplice olio;

passando per la torta di pane, che veniva realizzata sempre con pane avanzato e frutta mescolati tra di loro e cotti sempre su fuoco a legna per finire, per esempio, negli zaini dei pastori che portavano le bestie al pascolo;

come non parlare poi della “panzanella” per preparare la quale si partiva sempre dal riutilizzo di pane raffermo, su cui affettare le verdure dell’orto come cipolla, basilico, cetrioli, pomodori, olio, aceto e sale.

E a proposito di pomodori, i nostri li trovi qui –> https://www.masilico.com/categoria-prodotto/conserve-pomodoro-passate/

Chi aveva più possibilità vi aggiungeva anche del tonno o delle uova.

Questo piatto ha la peculiarità di avere origini poco chiare: alcuni asseriscono infatti che fosse un piatto mangiato dai pescatori, che ammorbidivano il pane con l’acqua di mare; altri sono convinti fosse un piatto contadino;

anche gli “spaghetti alla carrettiera” appartengono a queste ricette. In Sicilia ai primi del novecento veniva preparata con pane secco, aglio, olio, sale con cui si spadellavano gli spaghetti, appunto e pare fosse il piatto prediletto dei carrettieri che trasportavano persone e merci, che potevano consumare nelle osterie per un costo minimo;

a Tropea, patria delle famose cipolle, bollendo questo ortaggio a lungo e condendole poi con olio, pomodori e sale, vede la luce la “cipollata”, ottimo contorno per la carne;

ci sono poi ricette come quella dei “canederli” che vede le origini nella Germania meridionale e che è poi stata fatta propria dai Tirolesi.

Con pane secco ammorbidito nel latte, uova, acqua, venivano realizzate delle palle, che nel tempo sono state arricchite con spinaci;

dal territorio francese, invece, ecco il “pain perdu”,sempre partendo dal pane raffermo con latte, uova, zucchero, cannella.

Ottima merenda, ma anche prima colazione, soprattutto se arricchito con confettura, cioccolato o crema;

In territorio Campano invece sono molto conosciuti gli scagliuozzi. 

Proprio partendo da “scaglia” e cioè un pezzo tagliato grossolanamente, si arriva al significato stretto del dialetto locale, che ha il significato di moneta. 

Gli scagliuozzi sono dei pezzi di polenta tagliati piuttosto spessi e dalla forma triangolare, lasciati seccare per privarli dell’umidità in eccesso e poi fritti in abbondante olio. 

La lista sarebbe ancora molto lunga, poichè ad ogni regione e territorio corrispondono piatti realizzati con ingredienti poveri ed avanzi.

Piatti antichi riscoperti

Dopo il periodo bellico in Italia, questi piatti sono stati rivalutati non solo in famiglia, ma anche in trattorie e ristoranti eleganti.

Dopo le sofferenze della guerra le persone avevano il desiderio di riscoprire i vecchi sapori legati alla tradizione e alla storia.

Allo stesso tempo erano piatti sani, genuini e ricchi di nutrimento; proprio per questo  vennero rivalutati legumi, polenta, castagne e molto altro.

Ecco che così la tradizione si lega agli ingredienti prodotti con amore e rispetto come, ad esempio, tutti i prodotti Masilicò.

Olio extravergine di oliva D.O.P.,spezie ed aromi, pomodorini, legumi, sottoli, pasta, olive, peperoni, miele, fichi bianchi, confetture, insomma tutto ciò che può rendere la dispensa di casa ricca di eccellenze del territorio del Parco del Cilento e di Vallo di Diana.

Luoghi particolarmente fertili dove pianura, monti, mare, macchia mediterranea si intrecciano in un equilibrio di colori, profumi e sapori che sono alla base dello stile di vita più sano: quello della dieta Mediterranea.

Tradizione, storia, rispetto per la natura e per tutti quei procedimenti di trasformazione che un alimento subisce prima di arrivare in tavola. 

Che siano serviti in piatti disassortiti e tovaglie a scacchi, o con servizi coordinati di elegante porcellana e tovaglie di lino ricamate, ciò che conta sono la genuinità e quel velato retrogusto di tradizione che è bene non dimenticare.

 

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