23 Ott 2020

Calamarata al cartoccio… con calamari

Calamarata al cartoccio… con calamari

Calamarata al cartoccio, con calamari – La ricetta di questa settimana si avvale di un formato di pasta Masilicò molto particolare: la calamarata, che ha una forma cilindrica, un po’ come se fosse un pacchero tagliato in tre rondelle.
Il nome deriva proprio dal fatto che assomiglia ai calamari tagliati ad anello.

Calamarata al cartoccio, con calamari: ingredienti

Fogli di alluminio
Fogli di carta da forno

Calamarata: Preparazione degli ingredienti freschi

Pulire e sminuzzare aglio e peperoncino
Lavare i calamari con acqua corrente e passare a togliere tutte le parti di scarto: interiora, occhi, cartilagine, pelle.
Rilavarli e tagliarli in anelli più o meno delle stesse dimensioni della pasta.
Tagliare in quattro i pomodorini.

Preparazione del sugo

Mentre aspettiamo che l’acqua di cottura della pasta arrivi a bollore e, nel frattempo, in una padella capiente scaldare olio, aglio e peperoncino.

Porvi a rosolare i calamari a fuoco vivace e, dopo qualche minuto, sfumare con il vino bianco; quando l’alcool sarà evaporato, togliere l’aglio.

Ora si dovranno unire i pomodorini Masilicò o quelli freschi.
Sciogliere in poca acqua di cottura il concentrato di pomodoro ed aggiungerlo al sugo.

Dopo una decina di minuti spegnere e cospargere con il prezzemolo.

Quando la pasta sarà a circa metà della sua cottura, mantenendo una tazza della sua acqua, scolarla ed unirla ai calamari.
Evitare che asciughi troppo, aggiungendo – se necessario – il liquido conservato.

Calamarata al cartoccio, con calamari: arriva il bello!

Su ogni foglio di alluminio porne uno di carta da forno e sistemare al centro l’equivalente di due mestoli di pasta.
Avvolgere ottenendo delle simil caramelloni.

Questi “pacchetti” verranno posti su di una teglia e messi in forno preriscaldato a 200° per circa dieci minuti.

A tavola!

Ed ecco pronto questo fantastico piatto che la tradizione prevede sia servito nei pranzi di Natale, Capodanno e Pasqua, tuttavia, perchè aspettare le feste comandate?