22 Ott 2020

La pasta: storia, formati, origini

La pasta: storia, formati, origini

La pasta: storia, formati, origini

È diffusa l’idea che la pasta sia stata scoperta da Marco Polo e che al suo ritorno dall’Oriente ne avesse importato una buona quantità.
In realtà, e volendo restare in Italia, dobbiamo risalire intorno all’anno 1100 per vederne menzione, quando in Sicilia, dopo la dominazione araba, un geografo descriveva così un piatto gustato a Palermo: “un cibo di farina a forma di fili.”

Grazie al fatto che la pasta fosse secca, era possibile esportarla ovunque, anche in lunghi viaggi e persino attraversando il deserto.

La pasta: storia, formati, origini… in Italia

La produzione si espanse quindi nelle regioni dell’Italia del sud, da sempre luoghi caratterizzati da un clima ventilato e secco, arrivando in un secondo momento sino alla Liguria.

Durante la pesante carestia del 1600 nel Regno di Napoli furono inventati i primi strumenti per facilitare e velocizzare la preparazione, al fine di poter sfamare più facilmente la popolazione.

Si diede inizio così ad una consistente produzione che sanava l’appetito di un popolo che, ormai povero, non poteva acquistare cibi costosi.

La pasta: dalla necessità al commercio

Le prime botteghe per la produzione e vendita della pasta sono documentate in epoca medievale nel Sud Italia (come già accennato nell’articolo sulla dieta mediterranea).

Successivamente sorsero botteghe anche in Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Basilicata e Veneto, ma mentre nella prima la pasta era sempre essiccata nelle altre regioni veniva sempre prediletta fresca.

La convivialità della pasta

Si sa che, anche all’estero, uno degli elementi caratteristici del Bel Paese è la pasta; ciò succede perché questo piatto è sinonimo di famiglia, di tradizione. Questo senso di convivialità viene facilmente espresso anche in film italiani indimenticabili come “Roma città aperta”, “Miseria e nobiltà”, “Un americano a Roma” e tanti altri.

La pasta: Masilicò

Masilicò, facendo tesoro di tutto questo, ha realizzato una fantastica linea di pasta nel rispetto della migliore tradizione di produzione: trafilatura al bronzo ed essicazione lenta. Tutto ciò selezionando la migliore miscela di semola di grano duro italiano. Questa pasta, oltre che nel singolo pacchetto, è contenuta anche in splendide confezioni regalo, insieme ad olio extra vergine DOP e pomodorini gialli o rossi trattati naturalmente e conservati nel loro sugo.

Formati e ricette

Con Masilicò si possono realizzare primi piatti gustosi e naturali grazie all’olio extra vergine del Cilento, le passate di pomodoro giallo e rosso, il tonno in olio extra vergine e tanti altri abbinamenti.
Non ci resta che suggerirvi alcune ricette che, girando per l’Italia, si sono candidate per essere realizzate con i formati di pasta Masilicò:

  • Paccheri cilentani, ottimi con pane raffermo, alici e olive;
  • Calamarata gradevolissima con calamari, aglio, peperoncino, pomodorini;
  • Fusilloni con peperoni, tonno, capperi e pinoli;
  • Spaghettoni (anche come spuntino notturno in compagnia) con aglio, olio e peperoncino;
  • Rigatoni fantastici con sugo di Piselli e funghi, perfetti per infilarsi all’interno appagando il senso del gusto.
  • Ecco come Masilicò porta in tavola benessere ed allegria!

Curiosità

Una delle ricette più conosciute all’estero è quella degli spaghetti con le polpette, si… proprio quelli resi celebri nell’amato film di “Lilly e il vagabondo”!