03 Dic 2020

I FUSILLONI: SCOPRI UN FORMATO DI PASTA E I SUOI CONDIMENTI TRADIZIONALI

I FUSILLONI: SCOPRI UN FORMATO DI PASTA E I SUOI CONDIMENTI TRADIZIONALI

I FUSILLONI: SCOPRI UN FORMATO DI PASTA E I SUOI CONDIMENTI TRADIZIONALI

Quello delle origini e tradizioni della pasta è un argomento che abbiamo già trattato qui.

Ma i fusilli che storia hanno?

Il fusillo: un formato di pasta che, anticamente, veniva confezionato nelle cucine delle famiglie nobili ed altolocate.

Quella di prepararli era un’arte legata all’esperienza e alla veloce manualità di donne specializzate nello specifico compito.

I fusilloni: Dall‘Arabia all’Italia

Pare che le origini di questo formato di pasta si debbano ricercare nei paesi arabi.

Lo si evince dal nome con cui vengono definiti: “busiata” in Sicilia e “macarones de busa” in Sardegna.

Entrambi i nomi derivano dal termine arabo “bus”, cioè canna, il quale fa riferimento allo strumento che veniva utilizzato per confezionarli.

Dal fabbro al fusillo

Il fusillone campano Masilicò prende il nome, per l’appunto, dal “fuso”, un ferro a sezione quadrata costruito direttamente dai fabbri e molto simile a quello che si usava per filare.

Quando però questo ferro non era disponibile, le massaie Campane lo sostituivano con un ago da maglia o con i ferri di un ombrello rotto!

I fusilloni: Lunghi o corti?

Con gli strumenti appena menzionati questa pasta veniva realizzata in un formato attorcigliato, sì, ma anche allungato.

Nel 1924 però, i fratelli Tanzi, emigrati a New York, costruirono la prima macchina industriale chiamata “fusilla” e da quel momento prese piede il formato più corto, così come è conosciuto e commercializzato in tutto il mondo.

Gli specialisti Italiani

Le regioni italiane in cui la produzione dei fusilli si è maggiormente radicata sono:

  • Campania
  • Abruzzo
  • Molise
  • Calabria
  • Sicilia
  • Sardegna

Questa pasta arricciata, che cattura il sugo nelle sue volute, assume ovviamente un gusto diverso a seconda del luogo di produzione proprio per la varietà dei condimenti strettamente legati ai prodotti tipici di ogni territorio.    

In Campania

I fusilloni Masilicò sono perfetti innanzitutto se conditi con salsa di pomodoro o con olio.

Masilicò da modo di realizzare entrambi i condimenti con pomodorini corbarino gialli e rossi per quanto riguarda la salsa e con olive degli ulivi Cilentini per quanto riguarda l’olio extra vergine DOP del Cilento.

Pippiando

Se si vuole dare il senso di festa in famiglia, però, il “ragù napoletano braciole” diventa il condimento ideale:  fette di carne di manzo; pinoli; uva passa; pecorino; pomodorini (perfetti i Corbarino gialli o rossi in acqua Masilicò). Il caratteristico sbuffo del ragù mentre bolle a fuoco lento indica che il nostro sugo sta “pippiando”, come il vero ragù partenopeo deve fare! 

In Abruzzo

In questa regione, anticamente, i fusilli venivano cucinati soprattutto nelle zuppe di pesce e negli stufati di pecora.

Un piatto della cucina pescarese li vede fare da padrone con il sugo di lepre.

Avendo a disposizione una pentola di terracotta (materiale poroso che limita molto l’utilizzo dei grassi aggiunti a favore di una cucina naturale) questo tipo di selvaggina si dovrà marinare con dell’ottimo vino, spezie e aglio, odori, realizzando così uno squisito ragù che verrà sapientemente catturato dalle eliche di questa pasta.

In Molise

Spostandosi dall’Abruzzo al Molise il sugo diventa più corposo e il connubio con i fusilli non può che giovarne.

Gli ingredienti sono: olio extra vergine del Cilento Masilicò, sedano, carota, cipolla, polpa di vitello, polpa di agnello, salsiccia e vino rosso… Ah, no! Manca una spolverata di fantastico pecorino piccante. Decisamente una corposità di tutto rispetto!

In Calabria

Il viaggio continua fino a scoprire che, le nonne calabresi, sono maestre nel realizzare il piatto della festa: fusilli conditi con un ragù di salsiccia (meglio se piccante), funghi porcini o champignons, pancetta e basilico.

Con l’immancabile “nevicata” di pecorino piccante è già domenica, Natale, compleanno in famiglia!

In Sicilia

Come non cedere alla tentazione di sbarcare in Sicilia dove, soprattutto nella bella Trapani, si può assaggiare la “busiata”, piatto semplice ma gustoso con pomodorini Piccadilly, ma anche Corbarino Masilicò, mandorle, pecorino, aglio, basilico con cui realizzare un pesto cremoso.

In Sardegna

Dopo tutto questo percorso gastronomico non si può non fare una puntatina in Sardegna, a Morgongiori, nella Marmilla dove, dopo aver visitato i siti archeologici, si possono assaggiare i “macarones de busa”.

Qui i fusilli si possono gustare sia con un semplice sugo a base di olio, aglio e pecorino sardo, ma anche con un ragù che prevede l’utilizzo di carciofi, bottarga di muggine, aglio e, a piacere, una spolverata finale di polvere di mirto.

Tutti i profumi ed i sapori della Sardegna in un piatto!

Curiosità

E’ ovvio che in ogni regione d‘Italia i fusilli abbiano un sugo dedicato, ma non solo…

In Basilicata, per esempio, dove con l’immancabile rafano sono il piatto tradizionale per il Carnevale, prevedono anche un altro utilizzo…

La credenza popolare dice infatti che, dopo aver immerso un fusillo in acqua bollente, se questo rimane dritto a galla, alla futura mamma della famiglia nascerà un bimbo maschio. Se il fusillo si rovescia di lato, invece, nascerà una femminuccia!