13 Mar 2021

“PICCOLE PEPITE DI CAPACCIO”: I POMODORINI GIALLI 

“PICCOLE PEPITE DI CAPACCIO”: I POMODORINI GIALLI 

Gli Ingredienti Masilicò

“PICCOLE PEPITE DI CAPACCIO”: I POMODORINI GIALLI
Pomo d’oro! Già, il giallo era proprio il colore originario di questo meraviglioso frutto della terra, che a tavola la fa da padrone, data la sua estrema versatilità.

Ma non è sempre stato così! Quando “sbarcò” in Spagna grazie alla conquista delle Nuove Indie, per anni venne considerato solo come pianta ornamentale grazie a quelle meravigliose ed eleganti palline color oro che, raramente, potevano diventare anche rosse.

Il passaggio…

Fu solo intorno al 1700 che un cuoco napoletano, di nome Vincenzo Corradi, cominciò ad utilizzarlo in cucina passandolo nella brace dove, grazie alla buccia piuttosto spessa, gli dava una prima cottura per poi utilizzarlo nei modi più svariati.

Fu dapprima coltivato nei vasi per poterne usufruire anche nelle stagioni fredde.

Poi alcuni contadini cominciarono ad intrecciare tra di loro quei rametti ricchi di frutti dorati, per poi appenderli alle finestre, sempre pronti ad essere consumati.

Ecco che nasce così l’usanza del “piennolo”.

Questi grossi intrecci appesi davano allegria alla vista e gusto ai vari piatti dove i pomodorini venivano utilizzati anche in pieno inverno.

Un frutto, tanti nomi

Quando fu portato in Italia, il pomodoro approdò in primis in Sicilia dove venne chiamato “pummudammuri”, dal francese “pomme d’amour” (veniva considerato afrodisiaco).

Arrivò poi in Sardegna che ai tempi era territorio Spagnolo e dove fu chiamato “tomate”, termine molto utilizzato anche nel settentrione d’Italia.

Nelle regioni centro – meridionali, invece, venne chiamato “pomo d’oro” e nel napoletano divenne “pummarola”, termine a sua volta conosciuto ormai dovunque.

Il colore ritrovato

Sembra incredibile ma i primissimi pomodori nella storia (all’epoca dei Maya) avevano una buccia viola come quella delle melanzane.

Questo era dovuto ad alcune sostanze che erano contenute anche nell’uva, nelle more e nei mirtilli, ovvero in tutti quei frutti che vengono definiti “neri”.

Poi ci fu una casuale mutazione genetica per cui questo colore si perse a favore del giallo, del verde e del rosso.

Può sembrare incredibile, ma gli studi che hanno portato alla ricostruzione di tutti i passaggi di mutazioni del DNA del pomodoro sono recentissimi e risalgono al 2019.

Capodifiume

Terreno fertile, ricco di prodotti della terra che vengono coltivati con passione, tradizione, rispetto: ecco le caratteristiche del territorio attraversato dal fiume Capodifiume che, lambendo il territorio di Paestum, dà anche origine al nome del paese di Capaccio.

La derivazione è dal latino “Calpatium” e “Caput aquae”.

Nel corso dei secoli questo territorio venne bonificato e, da paludoso quale era, diventò così fertile da trasformare tutta la Piana del Sele e territori confinanti in un enorme centro di produzione di prodotti della terra e, quindi, snodo commerciale.

Passando nel corso dei decenni dalle numerose proteste all’acquisizione di un sempre maggior numero di ettari di terreno, i contadini di questo fertile territorio nel 1950, grazie alla “Legge Sila” raggiunsero il massimo della produzione agricola di olio, vino, tabacco, fichi e …pomodorini gialli.

“PICCOLE PEPITE DI CAPACCIO”: I POMODORINI GIALLI
“Giagiù”

Per lunghi anni la coltivazione di pomodorini gialli fu abbandonata a favore dei più comuni rossi.

Successe che durante la raccolta di pomodori del piennolo un contadino si accorse che una delle sue piantine “sfoggiava” delle originali “pepite color oro”.

Siccome il contadino aveva una nipote di nome Giulia, decise di chiamare questa varietà di pomodori, di cui conservò i semi, “Giagiù”: il giallo di Giulia.

Da quel momento e grazie anche alla collaborazione di agronomi dell’università la coltivazione di questi frutti gialli esplose e si diffuse nuovamente.

Una cura per gli occhi e per il corpo

Pare che le proprietà benefiche dei pomodori gialli siano superiori a quelle dei pomodori rossi.

Questa bacca ovale contiene molti semi, ma poca acqua; ha una buccia molto spessa e resistente, che ne permette la conservazione per molti mesi in locali ventilati e freschi; ha un grado di acidità molto basso ed è ricco di vitamine A, B e C; contiene betacarotene ed è un ottimo antiossidante; è ricco di ferro, fosforo, calcio e potassio.

Il suo profumo non tradisce il gusto: delicato e fresco!

Dolcezza e delicatezza a tavola

I pomodorini gialli sono ricchi di pectina che, se li si utilizza per cucinare creme e salse, ne determina la rapidità di preparazione e la consistenza.

Grazie alla delicatezza del suo gusto il pomodorino giallo si abbina molto bene alla polpa bianca dei pesci e dei frutti di mare.

Perfetto per colore e gusto per essere cucinato con i peperoni, può essere anche trasformato in passata per impreziosire la pizza e preparare ottimi condimenti per la pasta.

Questa varietà di pomodori è facile all’abbinamento, per esempio, con la bottarga, poiché ne addolcisce il gusto particolare e un po’ aggressivo.

La stessa cosa se consumato nelle zuppe dove è presente la curcuma.

Ecco poi che frullandoli con cipolle rosse, cetrioli, basilico e olio extra vergine di oliva si otterrà uno squisito gazpacho.

Soffriggendo in olio Evo guanciale, aglio, peperoncino, cipolla, basilico, timo, peperoncino e pomodorini gialli, si otterrà un condimento meraviglioso per qualsiasi formato di pasta (soprattutto se Masilicò).

Un altro piatto dove le caratteristica di questa bacca non delude è il baccalà.

I tranci di questo pesce dovranno essere rosolati in olio Evo, aglio, cipolla, il tutto andrà sfumato con vino bianco a cui vi si uniranno i pomodorini e, una volta impiattato, andrà cosparso di prezzemolo tritato.

“PICCOLE PEPITE DI CAPACCIO”: I POMODORINI GIALLI
E Masilicò ?

Presente!

Contadini appassionati e rispettosi del territorio che si dedicano alla coltivazione di questi frutti della terra che, una volta maturi, si presentano sotto forma di grappoli composti da una quindicina di elementi: ecco di chi si avvale un’azienda seria come Masilicò!

I pomodori sono rigorosamente raccolti a mano e lavorati senza alterazioni per arrivare ad avere dei vasetti con:

  • Passata di pomodori gialli di Capaccio con basilico e sale;
  • Pomodorini gialli conservati nel sugo fresco;
  • Pomodorino giallo in acqua: praticamente dal campo al vasetto;
  • Pomodoro giallo pelato: viene scottato al vapore ed immerso nel suo stesso sugo.

Con una simile gamma di prodotti, con l’olio extra vergine di oliva DOP del Cilento e i formati di pasta particolari, non può non venire la voglia di mettersi subito ai fornelli!

“PICCOLE PEPITE DI CAPACCIO”: I POMODORINI GIALLI
Curiosità

A Salem (Massachusetts) esiste una statua che fu eretta in memoria dell’italiano Michele Felice Cornè, che fu il primo a mangiare i pomodorini, dopo anni in cui furono demonizzati perché ritenuti velenosi.

Quest’uomo, invece, col suo coraggio li riabilitò!