22 Ago 2021

Rosti di patate con cipollotti grigliati e speck

Rosti di patate con cipollotti grigliati e speck

Gli Ingredienti Masilicò

ROSTI DI PATATE CON CIPOLLOTTI GRIGLIATI E SPECK

Il rostì: piatto nazionale della Svizzera che vede le sue origini nel Cantone Bernese, dove i contadini se ne cibavano a colazione.

La base era ed è di patate, ma il gusto è decisamente più avvincente se arricchito con cipollotti e, in particolare, quelli grigliati di Masilicò.

Simili ai rostì Svizzeri, vedono le loro origini però anche in Svezia, in Bielorussia, ma anche in varie zone alpine Italiane dal Piemonte, alla val Formazza, alla val di Non, in Sudtirolo e nelle zone carsico-Slovene.

Ovviamente ogni zona prevede l’utilizzo di ingredienti legati al territorio.

Una nota curiosa è quella per cui tra la Svizzera tedesca (quella che detiene l’unicità delle origini di questo piatto) e la Svizzera Francese il confine è chiamato “rostigraben” e cioè “il fossato del rostì”.

Rosti di patate con cipollotti grigliati e speck • Ricetta

Ingredienti

  • 4 patate
  • 4-5  cipollotti grigliati Masilicò
  • 50 g di farina
  • 3 cucchiai di formaggio grattugiato
  • QB di: sale, pepe, olio da frittura, un pizzico di rosmarino in polvere Masilicò

Procedimento

Preparare le patate sbucciandole e sciacquandole accuratamente e, a crudo, grattugiarle.

Tagliare a pezzetti i cipollotti dopo averli sgocciolati dall’olio di conserva e accogliere il tutto in una ciotola.

Unirvi il formaggio grattugiato, la farina, il sale, il pepe ed il rosmarino secondo i propri gusti; mescolare bene tutto.

Portare in temperatura l’olio per friggere e, con un cucchiaio, prendere il composto e disporlo in padella creando una forma circolare, cuocere a fuoco vivace e rigirare fino al formarsi della crosticina.

Ecco pronto uno stuzzichino da merenda, aperitivo, antipasto, ma anche un ottimo contorno per, ad esempio, spezzatino di vitello in umido con piselli.

Volendo si possono realizzare anche al forno.

Rosti di patate con cipollotti grigliati e speck

La pimpinella

Un nome tanto simpatico, quanto poco utilizzato, per una pianta aromatica dal gusto particolare che comunemente è conosciuta come “anice verde”.

Una pianta antica, già cara a Plinio il Vecchio per le sue proprietà benefiche per lenire i problemi legati alle vie respiratorie.

A tutt’oggi, uno degli utilizzi tra i più originali è quello della preparazione del gelato gusto “puffo”.

Lo speck

Disossando una coscia di suino (parte che si utilizza per preparare il prosciutto crudo), arricchendola di spezie(ginepro, rosmarino, sale, pepe) e mettendo in salamoia per circa venti giorni, si ottiene la base di questo salume, pronto per essere affumicato.

Questo passaggio viene effettuato con legna a bassa percentuale di resina per poi appendere lo speck per la stagionatura.

Il nome speck non significa altro che “lardo”, è infatti rilevante l’importanza delle parti grasse, caratteristica che, aumentando la percentuale di calorie, lo rende da sempre un salume perfetto per affrontare il clima tipicamente freddo del Sudtirolo, suo luogo di origine.

Ricetta

Ingredienti

Procedimento

Dopo aver ben sgocciolato i cipollotti dall’olio (che potrà essere conservato ed utilizzato per altre preparazioni a piacere) tagliarli a metà.

Arrotolare ogni metà in una fetta di speck.

Affettare finemente lo scalogno e tritare l’aglio, metterlo a cuocere in una padella con il brodo, l’aceto, la pimpinella e la polvere di alloro.

Dopo circa cinque minuti posizionare gli involtini di speck precedentemente assemblati, incoperchiare e cuocere per circa dieci minuti.

Un piatto originale, sfizioso, ottimo se servito con fette di pane casereccio abbrustolito.