25 Dic 2019

Una lunga e meravigliosa storia. Quella dell’olio di oliva

Una lunga e meravigliosa storia. Quella dell’olio di oliva

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Oggi vorremo raccontarvi una storia unica ed esclusiva, quella dell’olio e della sua estrazione. Una storia di conquista economica oltre che culturale.
L’olio di Oliva era già un prodotto richiesto e prezioso negli scambi culturali delle antiche città della Mesopotamia e dell’Egitto.
Gli scambi commerciali di olio di oliva che avvenivano tra i Fenici, i Micenei e i Greci permisero alle antiche popolazioni delle regioni costiere che oggi compongono la Grecia, la Tunisia, la Francia e l’Italia, di conoscere e di scoprire l’olio con tutte le sue innumerevoli qualità.
I popoli, andando di pari passo con i periodi storici, hanno segnato le fasi fondamentali della produzione dell’olio. Scopriamo insieme quali sono state le tappe principali di questa evoluzione. Di sicuro possiamo parlare della tradizione nell’antica Grecia, epoca in cui i proprietari stessi degli oliveti producevano e  vendevano ‘olio prodotto da olive verdi e acerbe e la vendita era praticata anche nell’agorà, all’aperto.

Con la colonizzazione greca nel Mediterraneo e grazie alle navi Fenicie, che fungevano da tramite per lo scambi di merci con gli altri paesi, l’olio arriva anche nella penisola italiana, divenendo un elemento portante dell’economia, il cosiddetto “oro verde”, fonte di guadagno inestinguibile.   Continuiamo la presentazione dei processi di produzione parlando dell’epoca romana. L’attività era orientata alla produzione di balsami profumati, unguenti medicali, che erano in grado di curare ferite sanguinanti, di alleviare il prurito e di curare le punture da piante dell’ortica, anche i soldati si ungevano di olio per proteggersi dal freddo. Si narra infatti che la battaglia dei Cartaginesi contro i Romani fu vinta dai primi, in quanto svolta in una giornata invernale particolarmente fredda, i Cartaginesi si erano protetti con l’olio, a differenza dei Romani, che non conoscendo questa tecnica, non l’avevano praticata. Trovatisi a combattere nelle gelide acque del fiume, gli si rattrappirono le gambe a causa del freddo e soccombettero.

Rivestita da un’aura di sacralità, la pianta d’olivo era venerata anche dai Romani: la mitologia romana attribuisce ad Ercole l’introduzione dell’olivo dal Nord africa e la dea Minerva avrebbe insegnato agli uomini l’arte della coltivazione e l’estrazione dell’olio. Altra epoca, quella medioevale, anche se l’olio per loro non aveva assunto una primaria importanza. più che olio venivano utilizzati per il condimento della pietanze i grassi animali, più facilmente conservabili Solo intorno all’anno Mille la borghesia iniziò ad incrementare la presenza di oliveti e si scoprì che la produzione di questo prezioso prodotto era commerciabile e diveniva una fonte di guadagno eccellente. E le tecniche olearie? Con l’avvento del Rinascimento diventarono meccanizzate, grazie alle scoperte storiche.

Le olive venivano schiacciate a  mano nei mortai o in vasi fittili oppure all’interno di una pietra cava, servendosi di un grosso masso. Il liquido colava poi in cavità adiacenti grazie all’uso di scanalature. La pressatura della pasta avveniva in una fitta corona di ramoscelli d’olivo, adagiato su una pietra piana, sotto il peso di grandi massi. Raccolto in recipienti di terracotta, il contenuto si lasciava riposare per separare poi l’olio dalle acque di vegetazione.

La vera rivoluzione della pressatura si ebbe con l’introduzione della pressa a leva e del torchio a vite in legno. Infine, ricordiamo un importantissimo dato, ovvero la macerazione delle olive. Un enorme impianto destinato alla macerazione delle olive, progettato dai Filistei. Dotato di circa 100 presse, la macerazione del prodotto destinato a divenire olio funzionava tramite pietre tondeggianti, mentre da entrambi i due lati, venivano posizionati fiscoli riempiti di pasta oleosa, pressata poi da travi posizionate nella parete.
Una scoperta eccezionale di una fabbrica strepitosa, un complesso industriale della civiltà filistea, risalente al 1000 a.C. di cui è stata calcolata una produzione annua di circa 1000-2000 tonnellate.

Dal passato al presente, dalla storia alle nostre tavole!!