10 Giu 2020

Cibo industriale e artigianale – Blog Masilicò

Cibo industriale e artigianale – Blog Masilicò

CIBO INDUSTRIALE VS CIBO ARTIGIANALE – Blog Masilicò

In questo articolo del Blog parliamo dell’evoluzione dei sistemi di produzione agroalimentare nel corso dell’ultimo secolo.

Il cibo industriale, come possiamo ben immaginare, ha modificato le abitudini della tradizione alimentare, variando i processi di produzione e spesso anche le componenti che facevano di uno stile produttivo il punto di forza qualitativo del prodotto in questione. 

In questo articolo parleremo delle differenze nutrizionali tra cibo industriale e artigianale prendendo ad esempio quattro alimenti che mangiamo tutti i giorni o quasi: la carne di pollo, il pomodoro, la pasta, la pizza.

I contenuti di grassi del pollo in commercio sono più elevati che in passato mentre è in diminuzione il valore delle proteine. Il suo contenuto era costantemente sopra il 20% e ora invece siamo nettamente al di sotto.

In sostanza possiamo osservare maggiore sostanza grassa e meno sostanza proteica.

Che differenze ci sono invece nella produzione del pomodoro
E’ stata sostanzialmente commercializzata. L’idea della conserva fatta in casa o delle riserve per l’inverno sono state sostituite da produzioni intensive e imbottigliate.

Spesso non conoscendo esattamente la filiera di raccolta e trasformazione del pomodoro, gli zuccheri artificiali che vengono aggiunti

Alla pasta, abbiamo dedicato più volte spazio e tempo.

Raccontando un parallelo sui mezzi di protezione artigianale. Determinate farine, particolari ore di lavorazione, trafilatura e temperatura fanno, infatti, la differenza!

La scelta industriale utilizza criteri diversi, temperature più basse e tempi di lievitazione inferiori. Il risultato? Due tipi completamente diversi di pasta. 

Anche i processi di realizzazione e di produzione della pizza, hanno subito dei cambiamenti epocali.

Esaminiamo l’etichetta di una pizza surgelata al supermercato: vedremo subito una lunghissima lista di ingredienti, che si traduce in una bassa qualità nutrizionale dell’alimento.

Infatti, più ingredienti sono presenti e più il prodotto è industriale e di bassa qualità, e questo vale come regola generale.

Un altro ingrediente che troviamo nella pizza surgelata è il destrosio, uno zucchero semplice ottenuto dalla lavorazione degli amidi del mais o dalla fecola di patate.

Svolge la funzione di esaltatore di sapidità, dato che come conservante c’è già il nitrito di sodio.

Ma l’aggiunta di zuccheri “nascosti” all’interno della nostra pizza non sono certamente dei punti di forza dal punto di vista qualitativo.

Controlliamo i sistemi di produzione, scegliamo prodotti semplici e da filiera certificata. In questo modo avremo almeno idea di cosa realmente mangiamo! 

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