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Fusion: quando l’oriente incontra l’occidente in cucina
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Fusion: quando l’oriente incontra l’occidente in cucina

Da tempo ormai l’alimentazione è diventata uno degli aspetti della vita che non serve più solo a sostenere il corpo, ma anche come comfort food.
Ecco che, quindi, mangiare è tornato ad essere un piacere, come il viaggiare
È proprio viaggiando che culture e tradizioni gastronomiche diverse, intrecciandosi tra loro, hanno dato origine ad un fenomeno ormai largamente diffuso: quello della cucina fusion, l’emblema di una trasformazione culturale.

Ciò che all’inizio poteva far pensare ad una moda del momento, è diventato, nel tempo, molto di più.

Così ora è molto più ampia e frequente l’offerta di ristoratori cinesi con chef italiani, cucine multietniche e piatti che fondono Oriente e Occidente, senza frontiere, che danno vita a questa cucina contemporanea, moderna e figlia della globalizzazione.

Fusion è un termine anglosassone che significa fusione, inteso come mettere insieme, fondere.

Esistono due tipi di cucina fusion: un primo tipo, costituito appunto dall’affiancare piatti appartenenti alla tradizione culinaria di aree del mondo differenti, ma comunque associate, anche se, a volte, erroneamente, come nel caso della “cucina asiatica”, ed un secondo tipo costituito invece da piatti che fondono in sé ingredienti o stili culinari tipici di culture differenti, secondo un processo propriamente interculturale.

Un secondo gruppo dove possono essere inserite realtà affermate come il sushi brasiliano (che fonde un tipico piatto della cucina giapponese, il sushi, ai sapori della cucina brasiliana), e nuovi esperimenti come quello tutto campano che unisce il sushi alla mozzarella di bufala.

Per tutto ciò la cucina fusion ha quindi un significato ben preciso: rappresenta un mix non solo di ingredienti, ma anche di usanze, storia, tradizione.

Oltre al gusto, la cucina fusion mescola inoltre tecniche e idee, per risultati creativi e insoliti: sperimentazione e fantasia ne sono la guida.

L’obiettivo è quello di creare ricette assolutamente originali provando accostamenti che possono sembrare azzardati, ma che danno origine a risultati inaspettati.

Tra le principali ricette risultato della cucina fusion si devono sicuramente annoverare il tonno al sesamo (che fonde la tradizione italiana con quella giapponese, marinando il pesce con salsa di soia, zucchero e aceto di vino bianco), il curry di ceci (dove questi legumi che appartengono tradizionalmente alle terre del Cilento, si sposano con spezie indiane come curry, cumino, coriandolo e curcuma), il riso alla cantonese (partendo dalla ricetta tipica cinese e aggiungendo ortaggi freschi nostrani), fino all’ultima sperimentazione in materia, ovvero la pizza con il kebab, che si sta diffondendo persino a Napoli.
Non si deve quindi dimenticare che fusion significa unione di culture e tecniche culinarie lontane, all’interno dello stesso paese ma anche di paesi e tradizioni molto lontani tra loro.

Significa allargare gli orizzonti, prendere quello che c’è di buono da ogni cultura e fonderlo per sperimentare, per godere della diversità e per fare in modo che altri sapori a cui non si è abituati, diventino invece motivo di interesse e curiosità di essere assaggiati.

Inizialmente questo nuovo concetto di cucina aveva preso piede in Australia legata alla storia dell’immigrazione e alla conseguente necessità di integrazione.

In Italia ha avuto un po’ più di difficoltà, poiché è un paese estremamente legato alle tradizioni e che solo recentemente si è lasciato influenzare da queste sperimentazioni culinarie.

Fare cucina fusion non significa solo unire ingredienti che tra di loro stanno bene, ma significa entrare nella filosofia di ciascun ingrediente, sia Orientale, che Occidentale ed ottenere un risultato che stimoli emozioni e sensazioni in chi degusta il risultato finale.

Laddove la cucina asiatica ha caratteristiche di proporzioni tra gli ingredienti, croccantezza, ma anche morbidezza e trionfo di colori, quella italiana sa di tradizione, di convivialità.

La fusion, appunto, deve creare nei commensali sì un appagamento del senso del gusto, ma anche felicità, appagamento.

Si potranno gustare così ottimi vermicelli indian style, come del pollo allo zenzero, ma anche involtini primavera Italian style, bocconcini di tonno in agrodolce piccante, pizza fusion con salmone marinato, hosomaki di baccalà e molto altro ancora.

Non è quindi sbagliato associare il concetto di cucina fusion a quello di interculturalità.

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