10 Giu 2021

IL MIRTO: SACRO A VENERE

IL MIRTO: SACRO A VENERE

Gli Ingredienti Masilicò

Il mirto: sacro a venere

Il mirto: sacro a venere • Leggende

Secondo Ovidio (grande poeta latino) quando Venere approdò sulla spiaggia di Citera, si munì di rami di mirto per coprire le sue parti nude.

Fu così che a questa pianta vennero attribuite proprietà di fecondità e, siccome è un sempreverde, acquisì nel corso dei secoli anche il significato di fedeltà e amore eterno.

Si narra che persino Adamo, scacciato dal paradiso terrestre, portò via un ramo di mirto per ricordarsi dei tempi in cui era stato felice ed ignaro del peccato.

Il mirto: sacro a venereVarietà

Ci sono due varietà di questa pianta, quello più diffuso e conosciuto è il rosso e se ne consumano le bacche.

Ne esiste poi una varietà bianco del quale vengono utilizzati i germogli.

È un arbusto tipico della macchia mediterranea dove diffonde il suo caratteristico profumo, essendo una pianta aromatica.

Ha la corteccia che riveste il fusto dapprima di colore rosso, poi diventa grigio ;foglie dure di forma ovale e fiori di un color biancorosato.

E’ vero che quando si parla di questa pianta il pensiero corre subito alla Sardegna o alla Corsica (è soprannominato infatti il “pepe della Corsica”), ma è bene sapere quanto sia diffuso anche in Cilento.

In queste zone il mirto ha tradizioni di utilizzo molto antiche, dato che i pastori al pascolo realizzavano mozzarelle che venivano avvolte con rami di mirto (mortedda) che rilasciavano un gusto piacevolmente gradito e ne aiutava la conservazione.

Ad oggi questa mozzarella si chiama “mozzarella di mortella” ed è un presidio slow food conosciuto in tutto il mondo.

Cilento = tradizioni = Masilicò

Questa pianta aromatica è un’altra incredibile sorpresa della linea di prodotti Masilicò.
Lo trovi qui –> https://www.masilico.com/mirto-in-polvere-30g/

Tra fine novembre e inizio gennaio nella macchia mediterranea del parco del Cilento e Vallo di Diano inizia la raccolta di queste profumatissime bacche.

Si capisce che è il momento giusto quando producono una sorta di cera vegetale, dopodichè vengono raccolte rigorosamente a mano.

I raccoglitori più esperti arrivano ai 7/10 kg in un’ora.

Poi le bacche vengono immediatamente lavorate in modo che non si danneggino, separandole dalle foglie e poi smistate a seconda della destinazione d’uso.

Per esempio se se ne vuole realizzare il liquore, vengono messe a macerare nell’alcool ;mentre invece per realizzare la polvere di mirto, questi piccoli frutti tondi vengono essiccati e poi con strumenti meccanici, quindi non inquinanti, polverizzati.

Eccoli pronti per i vasetti in vetro Masilicò per insaporire piatti di pesce o carne.

Il mirto: sacro a venereProprietà

Un arbusto dalle mille proprietà benefiche! 

  • Aiuta a regolare i livelli di colesterolo LDL (cattivo), aumentando così le difese del sistema cardiovascolare;
  • stimola le difese immunitarie, proteggendo da patologie virali e per questo aspetto risulta molto utile l’olio essenziale che si ricava dalle foglie;
  • è un ottimo stimolante per la concentrazione e previene tutte quelle patologie degenerative nell’anziano, come ad esempio la demenza senile;
  • perfetto come antiossidante e per contrastare i radicali liberi;
  • aiuta la digestione, anche sotto forma del tradizionale liquore;
  • ha proprietà astringenti, ma anche antinfiammatorie, soprattutto nelle forme che colpiscono le vie respiratorie;
  • è un buon diuretico e disintossicante stimolando le funzioni renali.

Per usufruire di tutte queste caratteristiche, oltre che l’utilizzo in cucina, se ne possono preparare infusi, decotti, ma anche un validissimo olio essenziale ricavato, sotto forma di essenza, dalle foglie.

Per l’infuso, invece, vengono utilizzate le foglie, ma anche la polvere di mirto Masilicò si presta molto bene :dopo aver fatto bollire 200 ml di acqua aggiungervi la punta di un cucchiaino di polvere di mirto e lasciar riposare una decina di minuti, filtrare e completare con del miele di erica Masilicò.

In cucina

L’utilizzo più conosciuto è quello della preparazione del liquore per cui queste bacche vengono messe a macerare in alcool per 40 giorni, dopo questo tempo verrà aggiunto lo sciroppo di acqua e zucchero, poi filtrato e conservato 10 giorni in frigorifero prima dell’utilizzo.

Sarà un ottimo digestivo e base per cocktails molto originali ;

si può realizzare un pesto di bacche di mirto con prezzemolo, mandorle, pecorino, noci, aglio, olio e utilizzarlo per condire un bel piatto di pasta, magari spaghettoni Masilicò ;

originali cioccolatini con cioccolato fondente esterno e ripieni con una crema ganache di cioccolato al latte e liquore al mirto ;

“pirichittus” dolcetti sardi con mandorle con una glassa al  profumo di mirto ;

molto buona e dal gusto caratteristico anche la confettura, che risulta ottima in abbinamento ai pecorini stagionati e non.

Il mirto: sacro a venereCuriosità

Pare che il nome di “mortadella” del famoso insaccato derivi proprio dal fatto che anticamente le bacche di mirto fossero utilizzate per aromatizzarla, quindi da “myrtarium”.

Anche in Sardegna esiste un’assonanza tra “mirto”-”morta” e “mortadella”-”murtadella”