15 Set 2021

Il rosmarino

Il rosmarino

Gli Ingredienti Masilicò

IL ROSMARINO

Il rosmarino • Tra storia, leggenda e tradizione

Una pianta a cespuglio che ama il sole, cresce in riva al mare ed al mare è legato il suo nome in latino: ”ros marinus” ovvero “rugiada marina”. 

Si narra che, in origine,  avesse piccoli fiori bianchi, che si trasformarono però in azzurri dopo che i rami di questo cespuglio avevano nascosto la Madonna ed il bambino Gesù, mentre erano in fuga in Egitto, prendendo il colore celeste del manto della Vergine. 

Risale invece al 1370 questa ricetta: 

acqua distillata in cui mettere a macerare per 50 ore in un contenitore ben chiuso i fiori di rosmarino e poi distillare tramite un alambicco il liquido che ne esce e aggiungerlo a del liquore o ad una bibita, sia bevendolo, che utilizzandolo per massaggiare le parti del corpo dolenti, se ne riceveva benessere, energia e tonicità. 

Fu proprio così che nel 1370, appunto, Isabella D’Ungheria grazie ad un eremita che le aveva dato queste prescrizioni, trovò beneficio ai suoi dolori reumatici. 

Un’antica tradizione del sud della francia, invece, suggerisce di fumare aghi di rosmarino e foglie di eucalipto nella pipa per contrastare la bronchite, ma anche di poggiarli sulla stufa accesa, cosicché il profuma che si sprigiona possa donare sollievo a chi ha forme influenzali respiratorie. 

Il rosmarino • Profumo… inebriante

Esiste la convinzione che indossare qualche goccia di profumo sia un vezzo che agevola la vita sociale e caratterizza la persona, mentre invece il senso dell’olfatto stimola un piacevole rapporto tra corpo e mente proprio di chi ne fa uso; ci sono dunque profumi che aiutano a stare meglio e creano benessere. 

Ecco: il rosmarino è uno di questi profumi che, una volta inalati ed assaporati, creano senso di allegria e stimolano la concentrazione. 

L’ideale sarebbe svegliarsi all’alba in Cilento, quando la rugiada della notte rende i profumi della vegetazione ancora più penetranti e stimolanti, intensificandoli. 

Nel rosmarino è presente infatti il cineolo e cioè proprio quella componente che agisce sul buonumore e sull’aspetto intellettivo. 

Purtroppo non è da tutti poter gradire tutto ciò sul posto, ma, grazie a Masilicò, queste sensazioni si possono provare aprendo un simpatico vasetto che, una volta aperto, sprigiona questo profumo appagante ed inebriante. 

Il nostro lo trovi qui: https://www.masilico.com/spezie/

Raccolto da cespugli spontanei che crescono sui monti Alburni, fatto essiccare nel modo più naturale e tradizionale possibile nel rispetto della natura, sminuzzato e racchiuso in vasetti di vetro dove il prodotto è a vista, il rosmarino Masilicò porta ovunque nel mondo ed in qualsiasi stagione i profumi ed i sapori del Mediterraneo. 

Il rosmarino • Dall’olfatto al gusto

Da questi profumati aghi verdi i benefici che se ne possono trarre sono molteplici però!

Intanto grazie al fatto che è un sempreverde dalla notte dei secoli viene affiancato al concetto di immortalità, poi è parte fondamentale ed integrante della dieta mediterranea al punto da poter sostituire in alcune ricette i condimenti, rendendole altamente dietetiche. 

Chiamato dai Greci “erba dell’amicizia”o”erba di Venere”, questo cespuglio ha trovato nel tempo uno spazio ben definito in cucina, grazie alle sue proprietà benefiche. 

Risulta essere infatti, un ottimo aiuto nelle patologie gastrointestinali, antinfiammatorio, digestivo e disintossicante epatico, antiossidante al punto da essere utilizzato come conservante per alcuni alimenti. 

Incrocia e si associa molto bene a qualsiasi tipo di carne o pesce, nelle minestre di legumi, nei condimenti per primi piatti a base di riso o pasta, per aromatizzare pane e focaccia. 

Fantastico anche per creare con l’olio extravergine DOP del Cilento Masilicò un condimento aromatico, poiché si associa molto bene ai polifenoli di questo olio.  

Con la polvere di rosmarino Masilicò aggiunta ad acqua portata ad ebollizione poi, si ottiene un ottimo e tonificante infuso. 

Curiosità

Presso l’Università di Napoli è stato fortemente voluto ed istituito il “museo della dieta mediterranea”. 

L’antropologo del cibo Marino Niola avvalendosi delle testimonianze di anziani della Campania , ha raccolto storie e testimonianze culinarie e non legate alla vegetazione di questi luoghi ed allo stile di vita caratteristico, spaziando dalla cucina, alla scienza e all’arte, dando spazio anche a quel meraviglioso e profumato cespuglio che è il rosmarino.