15 Lug 2020

La storia del fagiolo di Controne – Blog Masilicò

La storia del fagiolo di Controne – Blog Masilicò

In questo articolo Blog Masilicò vi descriveremo la storia del fagiolo di Controne. Un legume storico del Parco Nazionale del Cilento: il fagiolo di Controne. Il  nome deriva dalla sua posizione e dalla esposizione al sole: Contra Eljone (dal greco helios che significa sole), ovvero “Di faccia al sole”. 

Il fagiolo di Controne ha una buccia sottile, si contraddistingue per la rapida cottura e per il suo grande sapore. 

A vederlo, assomiglia quasi ad una perla di forma tondeggiante senza macchie nere, occhi, o altro. La sua buccia è sottile e la sua cottura non richiede molto tempo. Inoltre è molto saporito e facilmente digeribile. Questa “perla” è oggigiorno molto ricercato da chef e gourmet, dopo essere stato dimenticato a lungo dalla dieta tradizionale.

Quali sono le sue caratteristiche? 

A Controne la produzione dei fagioli coinvolge molti abitanti. Le piante sono disseminate in piccoli orti sparsi per la campagna. Il fagiolo di Controne è coltivato, infatti, da varie famiglie ma poche hanno una produzione dai grandi numeri perché le pendenze e la conformità del terreno di produzione non permettono coltivazioni estese.

Di certo la tradizione del fagiolo di Controne, in Cilento, è secolare. Esistono anche altre tipologie di fagiolo ma le qualità organolettiche del Controne ne hanno fatto una star della cucina d’autore. 

E’ ottimo mangiato al naturale, cotto in acqua e sale e condito con olio extravergine di oliva.

Altro piatto che lo ha reso famoso è con la pasta, le lagane (una pasta fresca fatta in casa, dall’antica tradizione). 

È possibile gustarlo anche ad insalata oppure con la scarola, nella pasta e fagioli o anche al tozzetto (una fresella condita con olio extravergine e fagioli lessi.)

Nonostante il suo eccezionale sapore e la sua morbidezza, la sua coltivazione si stava rarefacendo a favore di altri tipi di fagiolo più redditizi. Da quando è entrato a far parte dei presidi slow food, ha nuovamente acceso i riflettori del mercato. 

È un fagiolo tardivo, si semina tra la prima e la seconda decade di luglio e si deve aspettare novembre per la raccolta, quando tutto il paese si riunisce per la tradizionale sagra, dove si possono assaggiare anche i piatti tipici della zona preparati con il bianco di Controne e conditi con olio extra vergine di oliva ottenuto da cultivar autoctone come la Rotondella e la Carpellese.

L’eccellenza gastronomica di questo fagiolo è nota anche nel resto della regione, così come sono molto apprezzate la scarsa tendenza a spaccarsi durante la cottura e i tempi di cottura nettamente inferiori a quelli di un fagiolo comune.

Per gustarlo nulla di meglio di un’antica semplice ricetta che permette di apprezzare tutti gli aromi e i sapori del fagiolo di Controne, perfettamente in linea con la Dieta Mediterranea: fagiolo, pane e olio d’oliva. Buon pranzo!